Localizzata a sud del territorio di Crispiano e circondata da macchia mediterranea, Belmonte è una masseria risalente alla seconda metà del XVIII secolo, a blocco isolato con alcune costruzioni aggiunte successivamente. Il suo nome deriva probabilmente dalla sua posizione panoramica che offre una splendida vista del golfo e della città di Taranto e arriva fino al territorio brindisino e leccese.
Scavi archeologici condotti fra il 1912 e il 1913 hanno portato alla scoperta di una necropoli di origine greca e di molti vasi e tazze in ceramiche a figure rosse, visibili attualmente nel museo MArTa di Taranto.
La sua storia è legata al fenomeno del brigantaggio: era infatti la roccaforte di Cosimo Mazzeo, detto Pizzichicchio, un ex soldato dell’esercito borbonico che operava nelle zone di Taranto, Statte e Crispiano. Il 16 giugno 1863, nel corso della Battaglia di Belmonte, la banda fu attaccata e sgominata dai Carabinieri e dai Regi Cavalleggeri di Saluzzo. Pizzicchicchio riuscì a fuggire con un ristretto gruppo di fedelissimi. Fu catturato pochi mesi dopo e condannato alla fucilazione dopo il processo. Attualmente la masseria Belmonte è in stato di abbandono.
