Di Angelo Carmelo Bello
(dal libro Crispiano: Triglio e dintorni)
Cappella di San Domenico
La masseria deve il nome al sacerdote tarantino Don Francesco Calvello che ne fu proprietario nel settecento. Verso la prima metà dell’ottocento la proprietà passò alla famiglia Di Stani. Tra il 1857 ed il ’58 Cataldo di Stani chiese l’autorizzazione a costruire una nuova cappella – quella atuale- probabilmente al posto di una più antica distrutta nel corso della ristrutturazione della masseria. Il corpo di fabbrica “a corte chiusa” richiama la tipologia delle masserie Mesole e Fornace: ambedue appartenenti, in quegli anni, alla medesima famiglia.
La cappella sorge nel cortile interno a piano terra ed è inglobata nell’edificio; il secondo registro della facciata occupa il secondo piano della costruzione adibito ad abitazione patronale. La decorazione interna ed i relativi arredi, tranne l’altare, non sono quelli originali e risalgono alla prima metà del novecento.