Masseria Coppola rappresenta una preziosa testimonianza della storia agricola e insediativa della Murgia tarantina. Il suo complesso architettonico, sviluppatosi e trasformato nel corso dei secoli, racconta il profondo rapporto instaurato dall’uomo con un territorio caratterizzato da boschi, campi coltivati, gravine, affioramenti rocciosi e cavità naturali.
La frequentazione umana dell’area è molto più antica della masseria stessa. I rinvenimenti effettuati nella Caverna di Coppola e nella vicina Grotta di Cantalupo documentano infatti la presenza dell’uomo fin dal Paleolitico. Il territorio nel quale sorge la masseria deve quindi essere considerato parte di un paesaggio abitato e attraversato da millenni, nel quale la conformazione del suolo, la presenza di ripari naturali e la disponibilità delle risorse hanno favorito la permanenza delle comunità umane.
Le origini dei fabbricati rurali sono riconducibili a epoche successive. I trulli sono probabilmente di origine tardomedievale e costituiscono il nucleo più antico dell’insediamento. A essi si affiancarono nel tempo altri ambienti destinati alle differenti attività della vita agricola. Alcuni locali caratterizzati da volte a botte e coperture in coppi riportano le date del 1733 e del 1737, mentre gli spazi con volte a stella, realizzate in conci di tufo, e con lastrici in cocciopesto risalgono alla fine del XIX secolo.
La presenza della masseria è attestata anche da importanti documenti storici. Nel Catasto Onciario del Regno di Napoli del 1742 il complesso risulta appartenere alle monache della Purità di Martina Franca. La masseria compare inoltre in cartografie storiche datate 1773, 1810 e 1811.
Il complesso comprendeva abitazioni, magazzini, stalle destinate a bovini, cavalli, suini e ovini, un ovile e due cisterne utilizzate per raccogliere e conservare le acque piovane. In un ambiente nel quale l’acqua superficiale è naturalmente scarsa, le cisterne costituivano elementi indispensabili per la vita quotidiana, l’allevamento e le attività produttive. Di grande interesse è anche il forno, la cui canna fumaria coincide con il cono del trullo che lo ospita.
Nel corso del Novecento la masseria continuò a evolversi. Alcuni fabbricati furono realizzati all’inizio degli anni Cinquanta, nel periodo degli interventi promossi dalla Cassa del Mezzogiorno per favorire lo sviluppo economico e infrastrutturale delle regioni meridionali.
Gli edifici furono abitati fino al 1974. La conservazione dell’impianto architettonico consente ancora oggi di leggere chiaramente le diverse funzioni che animavano la masseria: gli spazi domestici, le stalle, i depositi, le strutture per la lavorazione dei prodotti e gli ambienti destinati alla raccolta delle risorse indispensabili alla vita rurale.
Masseria Coppola fa parte del vasto patrimonio delle “Cento Masserie di Crispiano”, un insieme di insediamenti che ha contribuito in modo determinante a modellare l’identità culturale, economica e paesaggistica del territorio. Parte dei terreni della masseria ricade nell’agro di Crispiano, mentre la vicina gravinella di Coppola costituisce l’estrema propaggine orientale del Parco naturale regionale Terra delle Gravine. I grandi spazi che circondano la masseria, la fisionomia del paesaggio, dalla Masseria Coppola, sembrano disegnare un anfiteatro naturale non lontano dal Parco delle Pianelle.
Una parte del complesso è stata recentemente restaurata, attraverso un intervento orientato al recupero degli ambienti e alla salvaguardia dei loro caratteri originari. L’obiettivo è fare della masseria un luogo di incontro, conoscenza e partecipazione, capace di accogliere persone, esperienze e idee nel rispetto della sua identità. Da questa visione nasce il progetto dell’“Ettaro della Conoscenza”: uno spazio aperto alla discussione e al confronto, nel quale organizzare laboratori, letture di libri, incontri con autori, dibattiti, attività didattiche e momenti di approfondimento dedicati al territorio, alla storia, alla natura, all’agricoltura e alla cultura contemporanea.
