Coppola

a Trullo - XVIII sec

Archivio n.: 82

Masseria Coppola rappresenta una preziosa testimonianza della storia agricola e insediativa della Murgia tarantina. Il suo complesso architettonico, sviluppatosi e trasformato nel corso dei secoli, racconta il profondo rapporto instaurato dall’uomo con un territorio caratterizzato da boschi, campi coltivati, gravine, affioramenti rocciosi e cavità naturali.
La frequentazione umana dell’area è molto più antica della masseria stessa. I rinvenimenti effettuati nella Caverna di Coppola e nella vicina Grotta di Cantalupo documentano infatti la presenza dell’uomo fin dal Paleolitico. Il territorio nel quale sorge la masseria deve quindi essere considerato parte di un paesaggio abitato e attraversato da millenni, nel quale la conformazione del suolo, la presenza di ripari naturali e la disponibilità delle risorse hanno favorito la permanenza delle comunità umane.
Le origini dei fabbricati rurali sono riconducibili a epoche successive. I trulli sono probabilmente di origine tardomedievale e costituiscono il nucleo più antico dell’insediamento. A essi si affiancarono nel tempo altri ambienti destinati alle differenti attività della vita agricola. Alcuni locali caratterizzati da volte a botte e coperture in coppi riportano le date del 1733 e del 1737, mentre gli spazi con volte a stella, realizzate in conci di tufo, e con lastrici in cocciopesto risalgono alla fine del XIX secolo.
La presenza della masseria è attestata anche da importanti documenti storici. Nel Catasto Onciario del Regno di Napoli del 1742 il complesso risulta appartenere alle monache della Purità di Martina Franca. La masseria compare inoltre in cartografie storiche datate 1773, 1810 e 1811.
Il complesso comprendeva abitazioni, magazzini, stalle destinate a bovini, cavalli, suini e ovini, un ovile e due cisterne utilizzate per raccogliere e conservare le acque piovane. In un ambiente nel quale l’acqua superficiale è naturalmente scarsa, le cisterne costituivano elementi indispensabili per la vita quotidiana, l’allevamento e le attività produttive. Di grande interesse è anche il forno, la cui canna fumaria coincide con il cono del trullo che lo ospita.
Nel corso del Novecento la masseria continuò a evolversi. Alcuni fabbricati furono realizzati all’inizio degli anni Cinquanta, nel periodo degli interventi promossi dalla Cassa del Mezzogiorno per favorire lo sviluppo economico e infrastrutturale delle regioni meridionali.
Gli edifici furono abitati fino al 1974. La conservazione dell’impianto architettonico consente ancora oggi di leggere chiaramente le diverse funzioni che animavano la masseria: gli spazi domestici, le stalle, i depositi, le strutture per la lavorazione dei prodotti e gli ambienti destinati alla raccolta delle risorse indispensabili alla vita rurale.
Masseria Coppola fa parte del vasto patrimonio delle “Cento Masserie di Crispiano”, un insieme di insediamenti che ha contribuito in modo determinante a modellare l’identità culturale, economica e paesaggistica del territorio. Parte dei terreni della masseria ricade nell’agro di Crispiano, mentre la vicina gravinella di Coppola costituisce l’estrema propaggine orientale del Parco naturale regionale Terra delle Gravine. I grandi spazi che circondano la masseria, la fisionomia del paesaggio, dalla Masseria Coppola, sembrano disegnare un anfiteatro naturale non lontano dal Parco delle Pianelle.
Una parte del complesso è stata recentemente restaurata, attraverso un intervento orientato al recupero degli ambienti e alla salvaguardia dei loro caratteri originari. L’obiettivo è fare della masseria un luogo di incontro, conoscenza e partecipazione, capace di accogliere persone, esperienze e idee nel rispetto della sua identità. Da questa visione nasce il progetto dell’“Ettaro della Conoscenza”: uno spazio aperto alla discussione e al confronto, nel quale organizzare laboratori, letture di libri, incontri con autori, dibattiti, attività didattiche e momenti di approfondimento dedicati al territorio, alla storia, alla natura, all’agricoltura e alla cultura contemporanea.

Del Prof. Angelo Carmelo Bello dalla Rivista Umanesimo della Pietra – riflessioni – Luglio 1995 – pag 161

approfondimento

Confinante con Masseria Masseria Lupoli. Alla morte di Fulvia Lupoli (1793( era in atto una controversia fra la famiglia Lupoli che ne rivendicava la proprietà e le Agostiniane alle quali risultava già intestata all’onciario.

Le Grotte e gli antichi percorsi del territorio
Il paesaggio intorno a Masseria Coppola è caratterizzato da cavità naturali e artificiali, favorite dalla natura calcarea del terreno. Le grotte dell’area sono registrate nel Catasto delle Grotte e delle Cavità Artificiali della Regione Puglia con i numeri 1134, 1131 e 1087. Tra le principali figurano la Grotta di Cantalupo e la Caverna di Coppola, situate a poche centinaia di metri dalla masseria.
Oltre al loro interesse geologico, queste cavità conservano importanti testimonianze archeologiche. Alcune furono frequentate dall’uomo fin dal Paleolitico, probabilmente come rifugi temporanei, luoghi di sosta o punti di controllo del territorio. La loro presenza inserisce quindi l’area della masseria in una storia molto più antica rispetto alla formazione del paesaggio agricolo moderno.

La cavità più vicina agli edifici era invece utilizzata come neviera. Durante l’inverno vi si raccoglieva la neve che, grazie all’isolamento della roccia e alla temperatura interna costante, poteva conservarsi per molti mesi. Prima dell’introduzione dei moderni sistemi di refrigerazione, essa costituiva una preziosa riserva naturale di freddo.

La Caverna di Coppola potrebbe inoltre aver svolto un ruolo lungo antichi collegamenti mediterranei. Sopralluoghi e studi condotti con la moderna cartografia elettronica hanno portato a ipotizzare l’esistenza di un itinerario pedonale protostorico vicino alla costa, percorso da mercanti, viaggiatori, messaggeri e carovane.

Il territorio compreso tra il Mar Ionio e le Murge meridionali avrebbe rappresentato un corridoio naturale vantaggioso: un tragitto più settentrionale avrebbe incontrato l’ostacolo dei rilievi murgiani, mentre uno più meridionale avrebbe allungato inutilmente il viaggio. Per la sua posizione e per la conformazione del territorio, la Caverna di Coppola avrebbe potuto essere un punto di riferimento, sosta o riparo.
Questa interpretazione trova un possibile riscontro nella presenza, lungo la stessa direttrice, dei siti archeologici di Sant’Agostino a Massafra, dell’Amastuola a Crispiano e di Pezza Petrosa a Villa Castelli. Non si tratta di una ricostruzione definitivamente accertata, ma di un’ipotesi basata sulla morfologia del paesaggio, sulla distribuzione dei siti e sull’individuazione dei percorsi più agevoli. La Caverna di Coppola potrebbe quindi essere stata parte di una più ampia rete di relazioni tra l’Oriente e l’Occidente del Mediterraneo.

Nel corso dei secoli, grotte, gravine e depressioni naturali sono state rifugi per uomini e animali, luoghi di conservazione, riserve naturali e spazi legati alle attività agricole. Oggi rappresentano importanti archivi della storia del territorio, nei quali le testimonianze archeologiche convivono con habitat di notevole valore naturalistico.

Flora e Fauna
l territorio di Masseria Coppola si trova in un’area di transizione nella quale campi coltivati, boschi, macchia mediterranea, gariga, gravine e ambienti rupestri formano un ricco mosaico naturale. Questa varietà di habitat favorisce una flora diversificata e offre rifugio a numerose specie animali.

Nei boschi della Murgia sud-orientale spicca il fragno (Quercus trojana), rara quercia presente soprattutto tra Puglia e Basilicata. Accanto a esso crescono il leccio, sempreverde tipico della macchia mediterranea e particolarmente diffuso nelle aree più impervie e nel vicino Bosco delle Pianelle, e la roverella, che predilige terreni più freschi e profondi. Sui pendii rocciosi e nelle aree non coltivate si sviluppano lentisco, fillirea, mirto e corbezzolo. Dove il terreno è più sottile compare la gariga, con euforbia spinosa, rosmarino, timo e cisti. In primavera i prati aridi ospitano numerose orchidee selvatiche, tra cui la protetta Ophrys murgiana, testimonianza della qualità ambientale dell’area. Alla vegetazione spontanea si affianca il paesaggio agricolo storico, formato da ulivi secolari, mandorli, fichi, vigneti e seminativi di veccia, avena, grano e orzo. I muretti a secco, oltre a delimitare i terreni, costituiscono importanti corridoi biologici: le cavità tra le pietre accolgono lucertole, insetti impollinatori, piccoli roditori e invertebrati. Tra gli uccelli è frequente il grillaio, piccolo falco migratore che nidifica nelle masserie e nelle fenditure delle rocce. Sono presenti anche gheppio, poiana e, più raramente, capovaccaio. Di notte si ascoltano assiolo, civetta e barbagianni, mentre nella macchia trovano rifugio occhiocotto, sterpazzola e passero solitario.
I boschi e i terreni agricoli sono frequentati da cinghiali, volpi, tassi, donnole, faine e istrici.
Le grotte e le cavità carsiche ospitano diverse specie di pipistrelli, fondamentali per il controllo naturale degli insetti.
Tra i rettili sono comuni il geco comune e il geco verrucoso. Il cervone e il biacco, innocui per l’uomo, contribuiscono al contenimento dei roditori, mentre nelle zone più pietrose può essere presente la schiva vipera comune. Cisterne, stagni temporanei e conche rocciose ospitano invece anfibi come il rospo smeraldino e, raramente, il tritone italico.

Al paesaggio naturale si lega anche un importante patrimonio zootecnico, rappresentato da vacche podoliche, cavalli murgesi, asini di Martina Franca, capre maltesi e pecore di razza moscia leccese.
Molte delle specie presenti sono protette a livello europeo e parte del territorio di Crispiano rientra in aree di interesse comunitario per la conservazione della biodiversità murgiana. Masseria Coppola costituisce così un sistema unitario nel quale natura, agricoltura e storia continuano a convivere.

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