Le Marine

tipologia Compatta - XVII sec

Archivio n.: 71

La Masseria Fogliano, già esistente in epoca romana come insediamento agricolo, era dedita alla produzione di cereali, olio e formaggi. Nella seconda metà del Settecento l’agricoltura conobbe un notevole impulso, grazie al potenziamento delle strutture e degli impianti produttivi e all’incremento generale della produzione.
Anche la masseria recepì pienamente questa trasformazione: venne ampliata e modificata con la costruzione di nuovi corpi di fabbrica e con l’impianto di un vasto uliveto. È probabile che proprio la grande estensione di quest’ultimo abbia spinto la gente del luogo a chiamarla “Le Marine”.
In questo periodo Fogliano divenne un vero e proprio palazzo in stile barocco martinese, affiancato all’antico trappeto (frantoio oleario) e impreziosito da una splendida chiesa dedicata all’Assunta, rimasta tuttavia incompiuta.Da allora la struttura non ha subito modifiche sostanziali, giungendo fino ai nostri giorni circondata da gran parte degli ulivi ormai secolari. In tempi più recenti è stato impiantato un nuovo uliveto, con cultivar Leccina e Coratina, dalle quali si ricava un olio extravergine di qualità eccellente.

Il vero fiore all’occhiello di Fogliano è il mascherone in pietra posto sull’arco del portone d’ingresso: raffigura un volto grottesco dagli occhi enormi, con sopracciglia e capelli arruffati, a testimonianza dell’antica maestria scultorea locale.

 

Di Angelo Carmelo Bello
(dal libro Crispiano: Triglio e dintorni)

 

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Chiesa Dell’Assunta

Sul finire dl XVIII secolo, Francesco Antonio Ruggeri martinese, ricco possidente di masserie nel territorio di Crispiano, realizzò una grandiosa costruzione a Masseria Fogliano riproponendo, in aperta campagna, un palazzotto in stile rococò, in tutto simile a quelli che venivano edificati a Martina negli stessi anni. Completamento dell’edifiio doveva essere la magnifica chiesa dedicata all’assunta, le cui strutture portanti, come si legge nella lapide dedicatoria che sormonta l’ingresso, risultano ultimate nel 1771. Purtroppo l’opera si fermò li e la chiesa non venne mai terminata. Sul retro del corpo di fabbrica fu invece ricavata una cappella provvisoria dedicata all’Addolorata che è rimasta definitiva fino ai giorni nostri.

La Leggenda di Fogliano
Cosimo Enrico Marseglia

Dalla strada che collega Crispiano a Montemesola, è possibile accedere, attraverso una lunga strada sterrata, alla masseria Fogliano, costruita nel XVIII secolo dalla famiglia Ruggeri di Martina Franca. Tale facoltosa famiglia si era sempre distinta per la sua fedeltà alla Casa Reale Borbonica, ricevendo in cambio onori e riconoscimenti vari.
Alla metà del XIX secolo l’abitazione era occupata da Giuseppe Ruggeri, nipote del primo proprietario, che morì prematuramente. A questi successe il figlio Alessandro che, dopo aver conseguito la laurea in Legge a Firenze, si era arruolato come ufficiale nella Reale Guardia di Ferdinando II, ed aveva confermato il suo giuramento di fedeltà al figlio di questi: Francesco II.

Durante i tristi eventi che portarono all’invasione del Regno delle Due Sicilie, da parte delle camicie rosse garibaldine e delle armate regolari piemontesi, Alessandro seguiva lo svolgimento delle operazioni nella sua abitazione di Martina Franca poi, caduta la piazzaforte di Gaeta, si chiuse con tutta la famiglia nella masseria di Fogliano, rifiutando ogni contatto con i nuovi dominatori. Trascorsero, così, alcuni anni sin quando nel 1872, durante un alterco, un acceso repubblicano schiaffeggiò Alessandro. Questi, secondo il Codice d’Onore, raccolse il guanto di sfida e si preparò a sfidare il rivale in duello, tuttavia l’intervento della milizia cittadina ne impedì lo svolgimento.

Incapace di sopportare la terribile onta, Alessandro Ruggeri si precipitò insieme al suo cavallo in una cisterna, dando così fine alla sua vita. La sua vedova, Beatrice Amati, chiuse Fogliano e ritornò a Martina Franca con le figlie, lasciando aperto solo il pianterreno, dove abitavano i frantoiani.

Si racconta che, qualche tempo dopo, mentre un pastore portava il gregge ad abbeverarsi nei pressi di una cisterna, esattamente all’alba, vide apparire improvvisamente un cavaliere in uniforme della Reale Guardia delle Due Sicilie, in sella al suo destriero. Terrorizzato il pastore chiese:

– “Chi sei?” –

– “Sono il tuo padrone!” –

Rispose il cavaliere, quindi svanì nella nebbia del mattino, mentre i cani guaivano ed il gregge si disperdeva in mezzo ai rovi ed ai dirupi.

Grazia Alfieri Tarentino - Masseria Fogliano e i Ruggeri di Martina - Umanesimo della pietra Riflessioni - Luglio 1993 - pag 147

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