Origine del Nome
La masseria tramanda il nome di Francesco Antonio Ruggieri, che nel 1850 iniziò l’edificazione dei corpi di fabbrica.
Preistoria ed età antica
Le sepolture del IV secolo a.C. testimoniano l’inclusione di questo agro nella chora greca di Taranto, in cui prevaleva l’insediamento sparso e capillare. Dopo la conquista i Romani praticarono sicuramente la pastorizia: presso Masseria Cigliano sono state recuperate due epigrafi funerarie di servi pastori di un certo Iustus (I secolo d.C.). L’allevamento di pecore e capre era qui favorito dalla disponibilità di pascoli estesi e di risorse idriche importanti. In effetti, la falda superficiale è assai prossima al livello del suolo, sicché sono piuttosto frequenti sorgenti, anche di portata rilevante (come quelle di Cigliano). Per tutte queste caratteristiche le acque meteoriche, se non opportunamente drenate, danno luogo a impaludamenti.
Età medievale e Moderna
Per la sua predisposizione alla stagnazione delle acque, questo settore rientrò nel vasto feudo di Santa Maria del Galeso, che alla fine del XII secolo fu affidato ai Cistercensi in quanto esperti nella bonifica degli acquitrini. Agli inizi del Trecento le condizioni climatiche contribuirono alla diffusione della malaria, causa dello spopolamento del vicino casale di Cigliano. Fu così che nel territorio demaniale si privilegiarono il seminativo e l’allevamento. Non poco frequenti furono le vertenze tra comunità limitrofe per il godimento degli usi civici.
Dalla metà del Settecento la masseria divenne di proprietà della famiglia martinese dei Ruggieri. Costoro impressero una svolta con il progressivo impianto di orti, olivi, viti e alberi da frutto. La fertilità e la versatilità è attestata anche dalla coltivazione, ancora tra Otto e Novecento, della bambagia (cotone).