Denominazione storica: Francesca

A corte chiusa - XVIII secolo

Archivio n.: 65


Di epoca settecentesca con costruzione a blocchi, la masseria è stata sede dell’Accademia Italiana di Arte equestre “Il moro di Puglia”, nata con lo scopo di divulgare la nobile arte dell’equitazione fra le giovani generazioni. Le sue scuderie hanno ospitato i migliori cavalli di questa razza, alcuni con mantello grigio ferro particolarmente raro. Nella struttura era possibile assistere a spettacoli di tipo equestre, in particolare al duetto di pizzica con ballerina e cavallo murgese. Attualmente la masseria è sede di turismo rurale con ristorazione.

Del prof. Giorgio Sonnante
(dal Bibliomag della Biblioteca Civica Carlo Natale di Crispiano)

approfondimento

Origine del Nome
La masseria tramanda il nome di Francesco Antonio Ruggieri, che nel 1850 iniziò l’edificazione dei corpi di fabbrica.

 

Preistoria ed età antica

Le sepolture del IV secolo a.C. testimoniano l’inclusione di questo agro nella chora greca di Taranto, in cui prevaleva l’insediamento sparso e capillare. Dopo la conquista i Romani praticarono sicuramente la pastorizia: presso Masseria Cigliano sono state recuperate due epigrafi funerarie di servi pastori di un certo Iustus (I secolo d.C.). L’allevamento di pecore e capre era qui favorito dalla disponibilità di pascoli estesi e di risorse idriche importanti. In effetti, la falda superficiale è assai prossima al livello del suolo, sicché sono piuttosto frequenti sorgenti, anche di portata rilevante (come quelle di Cigliano). Per tutte queste caratteristiche le acque meteoriche, se non opportunamente drenate, danno luogo a impaludamenti.

Età medievale e  Moderna

Per la sua predisposizione alla stagnazione delle acque, questo settore rientrò nel vasto feudo di Santa Maria del Galeso, che alla fine del XII secolo fu affidato ai Cistercensi in quanto esperti nella bonifica degli acquitrini. Agli inizi del Trecento le condizioni climatiche contribuirono alla diffusione della malaria, causa dello spopolamento del vicino casale di Cigliano. Fu così che nel territorio demaniale si privilegiarono il seminativo e l’allevamento. Non poco frequenti furono le vertenze tra comunità limitrofe per il godimento degli usi civici.

Dalla metà del Settecento la masseria divenne di proprietà della famiglia martinese dei Ruggieri. Costoro impressero una svolta con il progressivo impianto di orti, olivi, viti e alberi da frutto. La fertilità e la versatilità è attestata anche dalla coltivazione, ancora tra Otto e Novecento, della bambagia (cotone).

fattidegnidinota

Edicola
Alle fasi di costruzione della masseria risale un armadio a scomparsa, situato al primo piano e destinato al culto privato. Consacrato il 10 aprile 1857, è andato perlopiù danneggiato e distrutto.

Di Angelo Carmelo Bello
(dal libro Crispiano: Triglio e dintorni)

Oratorio Privato della Masseria

Masseria Francesca, in passato sempr4e proprietà della famiglia Ruggeri, non era dotata di un vero e proprio edificio di culto, ma nello spessore del muro del soggiorno era stato ricavato un altare a scomparsa con tutto l’occorrente per le celebrazioni liturgiche e per le devozioni degli addetti alla casa: devozioi che si concretizzavao, soprattutto, nella recita serale del Rosario.
In poco più di un metro quadrato l’ingegnoso artefice riusci a condensare tutto il necessario, dalla campanella per richiamare alla preghiera fino al confessionale, dalla mensa fornita dell’opportuna pietra sacra fino alla predella dell’altare, ribaltabile.

Se vuoi fare una segnalazione o contribuire ad arricchire i contenuti della Masseria Francesca
Compila Il form qui sotto