Masseria Le Mesole rappresenta uno dei testimoni più autentici della radicata tradizione agricola del territorio di Crispiano. Le strutture risalgono al XVIII secolo: la masseria è infatti descritta come «importante masseria del Settecento» dotata di ampio balcone al piano nobile, portale d’ingresso sovrastato da nicchia con statua della Vergine, cortile interno, scalinata con ringhiera in ferro battuto e cappella dedicata alla Madonna del Rosario.
Dentro le sue pietre rimane impressa la memoria di lunghi cicli agrari: oliveti, campi di grano, stalle e grotte ipogee – tipiche della murgia tarantina – raccontano il lavoro contadino dei secoli passati. In una nota del 1993 si legge che, all’avviso d’asta del 1820, la Masseria Le Mesole appariva “equamente divisa fra seminativi e macchiosi” e che, poco dopo la cessione ai Di Stani, fu radicalmente trasformata mediante impianto di un ampio oliveto, rendendo necessario lo smembramento dell’azienda in due unità (Le Mesole e Fornace). umanesimodellapietra.it
Una testimonianza suggestiva – che porta alla luce l’aspetto sociale e devozionale dell’azienda – è la tradizione della processione mariana: ogni 31 maggio la statua della Madonna della Neve veniva trasportata in carretta fino alla Masseria Le Mesole, lungo una “strada bianca” che veniva percorsa dagli abitanti e dai lavoratori della masseria, fino a quando, negli anni ’70, la tradizione si è interrotta.
Dal punto di vista architettonico, la scheda della Regione Puglia evidenzia che la masseria conserva garitte di difesa, grotte ipogee e una spaziosa cappella; elementi che la qualificano come un edificio agricolo-residenziale di elevata importanza storica. Oggi la struttura, opportunamente ristrutturata, ospita attività agrituristiche rendendo fruibile questa eredità rurale.
