Le Mesole

a doppia corte chiusa - XVI -XVII sec

Archivio n.: 15

Masseria Le Mesole rappresenta uno dei testimoni più autentici della radicata tradizione agricola del territorio di Crispiano. Le strutture risalgono al XVIII secolo: la masseria è infatti descritta come «importante masseria del Settecento» dotata di ampio balcone al piano nobile, portale d’ingresso sovrastato da nicchia con statua della Vergine, cortile interno, scalinata con ringhiera in ferro battuto e cappella dedicata alla Madonna del Rosario.

Dentro le sue pietre rimane impressa la memoria di lunghi cicli agrari: oliveti, campi di grano, stalle e grotte ipogee – tipiche della murgia tarantina – raccontano il lavoro contadino dei secoli passati. In una nota del 1993 si legge che, all’avviso d’asta del 1820, la Masseria Le Mesole appariva “equamente divisa fra seminativi e macchiosi” e che, poco dopo la cessione ai Di Stani, fu radicalmente trasformata mediante impianto di un ampio oliveto, rendendo necessario lo smembramento dell’azienda in due unità (Le Mesole e Fornace). umanesimodellapietra.it

Una testimonianza suggestiva – che porta alla luce l’aspetto sociale e devozionale dell’azienda – è la tradizione della processione mariana: ogni 31 maggio la statua della Madonna della Neve veniva trasportata in carretta fino alla Masseria Le Mesole, lungo una “strada bianca” che veniva percorsa dagli abitanti e dai lavoratori della masseria, fino a quando, negli anni ’70, la tradizione si è interrotta.

Dal punto di vista architettonico, la scheda della Regione Puglia evidenzia che la masseria conserva garitte di difesa, grotte ipogee e una spaziosa cappella; elementi che la qualificano come un edificio agricolo-residenziale di elevata importanza storica. Oggi la struttura, opportunamente ristrutturata, ospita attività agrituristiche rendendo fruibile questa eredità rurale.

 

Di Angelo Carmelo Bello
(dal libro Crispiano: Triglio e dintorni)

 

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Nel 1843 il tarantino Francesco Di Stani riceve in enfiteusi dall’arcivescovo di taranto il latifondo “Le Mesole”, ultimo brandello di quell’immenso territorio che per secoli aveva costituito il fondo dell’Abbazia di Crispiano.
Il nuovo proprietario avvia subito le pratiche per erigere una nuova cappella da dedicarsi alla Madonna del Rosario.
Erede di Francesco, fra gli altri, fu Domenico Di Stani, sacerdote, che svolse anche le funzioni di cappellano e dotò la chiesetta di tutto l’arredo sacro in argento e dei paramenti liturgici.
Nell’azienda, per oltre un secolo, hanno abitato stabilmente diverse decine di famiglie e in alcuni periodi dell’anno i lavoratori giornalieri erano alcune centinaia.
La Cappella assicurava l’assistenza religiosa per tutti. Dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni 70, ogni 31 maggio veniva condotta alle Mesole l’immagine della Madonna della Neve, protettrice di Crispiano.

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