Inserita anticamente nel territorio della Foresta, fra i monti di Martina e l’antico tratturo martinese, la masseria Mita risale al Seicento.
Appartenente dalla sua nascita a ordini monastici, nel catasto onciario del 1742 era intestata al monastero della Purità di Martina Franca. Dopo la nascita del Regno d’Italia e la soppressione degli Ordini Religiosi e la confisca delle loro proprietà agrarie, la masseria fu acquisita dallo Stato e venduta all’asta.
È una costruzione a corte chiusa, circondata da muretti a secco, con una piccola cappella dedicata all’Immacolata e un’aia settecentesca.
Vi è presente anche uno jazzo, caratteristico recinto per pecore. Nelle vicinanze della masseria Mita passa il tratturello martinese, uno dei sentieri percorsi durante la transumanza, la migrazione stagionale che conduceva annualmente le greggi dall’Abruzzo alla Puglia. Il viaggio durava circa due settimane, lungo vie erbose che potessero fornire cibo agli animali. Nei dintorni della Masseria Mita, ci sono tracce di insediamenti greci e romani.
Avviata azienda agricola, produce un ottimo olio d’oliva e vini biologici di qualità da un moderno vigneto a spalliera, che si possono degustare nel corso delle visite alla masseria.
