pilano

A blocco isolato - XVII Secolo

Archivio n.: 53

Risalente al XVII secolo, la Masseria Pilano è situata lungo l’antica strada che portava da Taranto ad Egnazia e collegava il mare Ionio con l’Adriatico. Circondata da boschi di lecci, cerri, corbezzoli e altre specie della macchia mediterranea, produce olio extravergine biologico e antichi grani come Senatore Cappelli e Saragolla.

Proprietà dei fratelli Palmisano, la Masseria Pilano offre la possibilità di alloggiare nei tipici trulli del Seicento, splendidamente restaurati.

Caratteristico è l’allevamento delle pregiate vacche Podoliche Pugliesi di origine antichissima.

Del prof. Giorgio Sonnante
(dal Bibliomag della Biblioteca Civica Carlo Natale di Crispiano)

approfondimento

Origine del nome
Paula era il nome di un casale rupestre medievale mai localizzato, tuttavia sicuramente incluso nel feudo dell’abbazia tarantina di Santa Maria del Galeso. Poiché la masseria ricadeva nel territorio soggetto a questo monastero, è stato ipotizzato che Pilano derivi da Paulanus, aggettivo di Paula. Era piuttosto ricorrente che gli edifici principali delle masserie venissero costruite esattamente sui siti dei precedenti insediamenti rupestri, abbandonati tra il Trecento e il Quattrocento per diverse cause.


Preistoria ed età antica

La gravina di Pilano è uno dei pochi valichi praticabili da chi proviene dal mar Ionio e desidera superare agevolmente la barriera dei Monti verso nord (Adriatico e Puglia centrale). Per tali motivi l’area riveste una notevole importanza ed è stata occupata fin dalla Preistoria. L’intenso e continuo insediamento umano e lo sfruttamento dei luoghi per la caccia e per il ricovero sono testimoniati dai reperti del Paleolitico e del Neolitico recuperati nella famosa grotta di Pilano.

Età medievale e moderna
Per secoli la cosiddetta via di Pilano fu la principale strada che metteva in comunicazione Taranto con l’Adriatico, in particolare con Monopoli; di conseguenza, dalla fondazione di Martina (avvenuta all’incirca nel 1305) divenne anche l’itinerario preferenziale verso questo centro. Perse importanza soltanto dalla metà dell’Ottocento a vantaggio della strada di nuova costruzione (oggi statale 172).
Nel Catasto onciario di Taranto (1746) Masseria Pilano risulta di proprietà della famiglia Motolese di Martina ed è già caratterizzata dalla peculiare presenza dei trulli, ulteriormente incrementati da quello sovrano (1785).
Tra gli episodi del brigantaggio post-unitario si rammenta l’evento del 21 novembre 1863, quando il brigante Cosimo Mazzeo detto Pizzichicchio e altri sedici uomini vennero qui intercettati dai soldati della 13a Compagnia del 24° Reggimento Fanteria. Venne catturato solo il brigante gioiese Giovanni Custicot detto Annella.

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Brigantaggio
21 novembre 1863: Pizzichicchio e altri sedici uomini vengono intercettati a masseria Pilano dai soldati della 13a Compagnia del 24° Reggimento Fanteria. Viene catturato solo il brigante gioiese GIovanni Custicot, detto Annella.

LA GROTTA DI PILANO
Località Pilano – Carta IGM 202 INO Longitudine 17.26050 Latitudine 40.64060 – Quota 425 – Lunghezza asse principale m 89 – Sviluppo Planimetrico m 200. Subito dopo la scoperta, avvenuta nel 1952, la cavità venne esplorata dal prof. Franco Anelli.

Estratto da “Cultura Ipogea: rivista speleologica – 2004”
La grotta di Pilano (Pu 395), riveste una particolare importanza per la presenza in essa di un deposito antropico attribuibile cronologicamente al Paleolitico superiore (gravettiano ed epigravettiano) e per una estesa breccia ossifera con numerosi resti faunistici (PARISI, 1954; OROFINO, 1972, 1976 e 1981; CASAVOLA & ZERRUSO, 1979; COPPOLA, 1981; CASAVOLA, 1987; GRITTI, et ali in corso di stampa), probabile dimora di una comunità di cacciatori di 15-20 mila anni fa. Studiata a più riprese da numerosi speleologi ed esperti universitari ha fornito dal punto di vista faunistico numerose specie: Canis lupus, Vulpes vulpes, Cervus elaphus, Equus sp., Equus asinus, Bos sp., Capra hircus, Bos primigenius, Testudo hermanni, Aves, Capreolus capreolus, Dama dama, Equus hidruntinus, Lepus europeaus, Glis italicus, Testudo sp., Sus scrofa, Felis silvestris, Martes martes, Melesmeles.

Approfondimenti da umanesimo della pietra

Leggende di briganti
Qui scoppiò la tragica passione amorosa tra il brigante Francesco Monaco e la contadino cegliese Domenica Rosa Martinelli.

Nello stesso numero si riporta la denominazione storica di “Pilagno”
Umanesimo della pietra – luglio 1998 – pag 148

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