Terminata nel 1710 dal notaio Bonaventura Lella, la masseria prese il nome Lella dai proprietari che la tennero fino all’Unità d’Italia.
Furono piantati quattrocento alberi di ulivo, molti dei quali ancora presenti nel parco della masseria. Molti ulivi secolari pugliesi sono riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. L’attuale nome deriva dalle parole “Quis ut deus” (Chi è come Dio?) che, secondo la cosmogonia cristiana, l’arcangelo San Michele rivolge a Lucifero quando quest’ultimo mette in discussione il potere di Dio. Nella bella chiesetta dedicata a San Martino, è presente il dipinto raffigurante San Michele nell’atto di schiacciare con il piede la testa di Lucifero. Il culto di San Michele è molto diffuso nel territorio di Crispiano, probabilmente sin dal Medioevo, come testimoniano le chiese a lui dedicate. Sull’architrave della chiesa, splendidamente affrescata, è incisa la data di costruzione 1710 e una croce che ricorda quella templare.
