Vallenza Ricci - Martucci

Compatta - XVIII Secolo

Archivio n.: 3

È una delle sette masserie della Contrada Vallenza.

La chiesetta dedicata alla Madonna dell’Indirizzo era in origine una semplice edicola edificata nel XVII secolo, nei pressi c’è la confluenza di due importantissimi tratturi della transumanza A poca distanza dall’ingresso, nel 1863, la banda del brigante Pizzichicchio trucidò padre Nicola Vinci di Montescaglioso, dei cappuccini di Massafra, ritenuto una spia dell’esercito regio. 

Qui si trova uno dei migliori allevamenti della razza cavallina delle Murge nonché della razza asinina di Martina Franca. Quella di Vallenza è una lunghissima storia di passione, dedizione e grande cura dei particolari in cui alla cultura del cavallo si è intrecciato un meticoloso lavoro di allevamento e selezione. Costantemente presenti alle più importanti fiere e manifestazioni nazionali e internazionali con l’ottenimento di prestigiosi riconoscimenti, da decenni gli allevatori di Vallenza sposano e accontentano le esigenze di amatori e agonisti equestri attraverso la produzione di cavalli adatti a svolgere attività di ogni tipo che certamente eccellono nell’alta scuola equestre, nell’escursionismo in ambienti difficili e negli attacchi.

Del prof. Giorgio Sonnante
(dal Bibliomag della Biblioteca Civica Carlo Natale di Crispiano)

approfondimento

Origine del nome

L’aggettivo Ballentiano è documentato nel dicembre del 1122 per designare l’agro tra Taranto e Massafra ai piedi dei Monti.

 

Preistoria ed età antica

I due principali assi viari, l’uno sotto i Monti, l’altro attraverso la gravina del Vuolo, furono percorsi dalla Preistoria all’Ottocento, anche su carro. Oggi sono classificati come strade provinciali, mentre sopravvive un tratto dell’antica strada regia carrozzabile Brindisi-Matera. L’area è pure attraversata dal Tratturello Martinese, dizione che dalla fine dell’Ottocento indica un tracciato dedicato alla transumanza (soprattutto bovina).

Nella Preistoria i fattori essenziali per l’insediamento umano furono la ricchezza di corsi d’acqua e di sorgenti, la fertilità del suolo e la funzione di collegamento strategico tra i mari Ionio, Adriatico e Tirreno furono. Lungo le arterie stradali si svilupparono poi fattorie greche e villae romane, dedite a olivicoltura, viticoltura e produzione tessile.

 

Età medievale e moderna

Luoghi arroccati e roccia affiorante facilitarono l’insediamento in case-grotta e il culto nelle cripte, frequentate anche dai viandanti.

Dalla fine del Duecento alla metà del Settecento il territorio demaniale e boscoso, feudo del capitolo della cattedrale di Taranto, fu e rimase promiscuo (cioè aperto agli abitanti della Puglia centro-meridionale) per il pascolo di centinaia di capi di ovicaprini e suini. Dalla fine del Quattrocento i possidenti accelerarono l’appropriazione del demanio a partire dai terreni ottenuti in enfiteusi. In particolare, le famiglie martinesi Blasi, Carucci, Cenci, Chirulli, Martucci, Giannini e Mongelli generarono diverse masserie, tutte precedute dal toponimo Vallenza. Erano incluse nella contrada anche le masserie Pace e Cacciagualani e quelle massafresi chiamate Varcaturo, Fanelli e Madonna delle Rose.

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S’incontra lungo l’antica strada Gioia-Taranto la chiesa della Madonna dell’Indirizzo (già eretta nel 1657). Qui il 30 agosto 1863 avvenne un efferato evento del brigantaggio post-unitario: la banda di Cosimo Mazzeo detto Pizzichicchio uccise padre Nicola Vinci da Montescaglioso poco prima che celebrasse messa.

Degne di menzione sono le chiese rupestri di San Possidonio e di Madonna delle Rose.

Di Angelo Carmelo bello dal libro “Crispiano: Triglio e dintorni”
Cappella della Madonna dell’Indirizzo

La Cappella sorge lungo i resti di un antico tratturo pubblico ed il suo attuale assetto è il probabile risultato di un ampliamento settecentesco di un’antica edicola a Capanna. Anche la dedica alla Madonna dell’indirizzo, rimanda alla protezione dei viandanti, nel nostro caso dei transumanti.
Il complesso di Vallenza raggruppa ben sei masserie ed è perciò la probabile propaggine di un vero e proprio casale medievale. Il gran numero di coloni e di massari presenti in Vallenza ha sempre garantito ill culto dell’antica chiesetta con frequenti celebrazioni e culti tradizionali quali l’allestimento del sepolcro durante la Settimana Santa.

Il complesso di Vallenza
Di Anna De Marco con la consulenza del prof- Angelo Carmelo Bello
La contrada Vallenza, lungamente contesa tra le Università di Massafra e di Taranto, ora in comune di Crispiano, è situata ai piedi della Murgia Tarantina, a circa 350 m.s.m. ed è particolarmente ricca di pascoli e di acqua e perciò vocata all’allevamento del bestiame come rivela un antico toponimo della contrada: Ruscaro (=terra di carne). Da qui, secondo taluni, nasceva l’antico acquedotto del Triglio. “Vallenza” conserva tracce di insediamenti umani fin dalle epoche più antiche testimoniate dalla ceramica
restituita dai terreni durante i vari dissodamenti e fu probabile sede di un casale medievale che ha ceduto il posto a ben sette masserie venutesi man mano a costituire dal XV secolo in poi intorno ad un nucleo originario di grotte adibite a ricovero per uomini e bestiame. Dal XVII secolo iniziò la costruzione di corpi in muratura di varia tipologia con diversi membri destinati alle varie esigenze della produzione.
L’importanza del sito è sottolineata dal fatto che qui incrociavano due vie della transumanza, con relativa stazione di sosta, intorno ad un antico pozzo e alla chiesetta della Madonna dell’Indirizzo (Odegitria=colei che indica la via).
Questo importante manufatto in origine era una semplice edicola monovano con copertura a pignon ampliata e chiusa da facciata nel XVII secolo.
Sul fondo del presbiterio è collocato l’altare sovrastato da un trittico con pannello centrale raffigurante la Madonna fra santi mentre nei due riquadri laterali sono proposti san Lorenzo martire e l’Angelo custode. L’altare era corredato da un prezioso Crocifisso ligneo poi trafugato. Fra la chiesetta ed il pozzo venne trucidato, nel 1863, padre Nicola Vinci da Montescaglioso dei cappuccini di Massafra, che periodicamente si recava a celebrare la messa per i contadini di quella contrada. Il terribile
omicidio fu consumato dalla banda dei briganti di Cosimo Mazzeo da San Marzano, detto Pizzichicchio, perché il frate era ritenuto delatore dell’esercito regio.
Oggi le masserie di Vallenza sono ancora produttive. In particolare la Masseria “Vallenza-Ricci “ si caratterizza come azienda agricola e zootecnica. Gli allevamenti equini, bovini ,ovini, caprini e suini trovano, infatti, in questa zona pascoli abbondanti rigogliosi; particolare rilievo ha l’allevamento dei cavalli Murgesi e degli asini di razza Martina Franca.

Approfondimento sul Cavallo Murgese e la razza asinina di Martina Franca - Luca Pastore- Umanesimo della Pietra - Luglio 1984

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